Giochi da tavolo, GdR, Mondi Fantastici

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La Stanza Profonda

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Jester86

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Messaggio(#) Titolo: La Stanza Profonda Ven Lug 14, 2017 10:11 am

Salve a tutti,
ieri la mia compagna mi ha regalato questo libro: La Stanza Profonda di Vanni Santoni.
vorrei consigliare a tutti questa splendida lettura...in una serata l'ho quasi smezzato e devo dire che avevo le lacrime agli occhi nel leggere questo racconto...
Mi sono venute in mente tantissime esperienze che sto vivendo adesso e mi sono commosso in tantissime occasioni.

Stupendo!


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Messaggio(#) Titolo: Re: La Stanza Profonda Ven Lug 14, 2017 10:33 am

Lo ho comprato qualche giorno fa e deve arrivarmi, sono impaziente anch'io di iniziare a leggerlo. Ne ho letto un gran bene, perciò voglio capire se è solo effetto nostalgia o se c'è la ciccia che dicono di esserci sotto.

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Messaggio(#) Titolo: Re: La Stanza Profonda Ven Lug 14, 2017 1:52 pm

non mi è piaciuto...la descrizione del mondo dei "giochi" sembra pendere verso disadattati, tossici, e gente che avrebbe bisogno un po' di analisi

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Messaggio(#) Titolo: Re: La Stanza Profonda Ven Lug 14, 2017 2:48 pm

Dipende molto dalle tue esperienze personali, nel mio caso sono riuscito a vivere il mondo gdr in giro per il mondo, abbaastanza alla luce e non nella stanza profonda.
L'ho apprezzato ma in parte l'ho visto come un'ombra di come sarei potuto essere.
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Yon
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Messaggio(#) Titolo: Re: La Stanza Profonda Mer Lug 19, 2017 9:16 am

Ok, lo ho letto ieri notte.
Accidenti.

Vanni scrive bene, la sua prosa è coinvolgente e ben misurata: c'è il momento per il riferimento colto e quello per l'intercalare scurrile, si passa con naturalezza dal paragrafo con un registro più sostenuto ad uno colloquiale e mezzo dialettale nella sua sintassi. Il racconto viene saggiamente dosato in un crescendo classico ma di sicuro effetto, partendo dal torneo ciofeca, prima esperienza del pischello, per arrivare gradatamente all'epica della Campagna Finale, dalle fotocopie dei moduli al top del top che un giocatore di D&d possa stringere tra le mani.
L'uso della seconda persona è poi perfetto per un libro in cui si parla di Giochi di Ruolo (del Gioco di Ruolo, in effetti).

Ma ovviamente dire che la Stanza Profonda è un libro su Dungeons&Dragons significa non averlo letto. Non averlo letto nei suoi sottotesti, nelle tracce più profonde, negli accenni che si fanno a tutto il resto del mondo e che poi, in realtà, costituiscono il libro vero.

Senz'altro attorno alla Stanza Profonda ruota un mondo di disadattati ed è pure vero che non tutto il mondo del GdR era costituito da persone con qualche probema, rotella fuori posto o semplicemente messa ai margini. Ma questa koiné che si crea attorno al paesino di provincia della Valdarno è chiaramente una metafora di quello che il GdR ed il nerdismo sono stati nei primi anni, sono un corto circuito letterario per dire altro. Per affermare che, anche se uno dei protagonisti dirà il contrario, in realtà i nerd non hanno vinto per nulla (Innuendo, devi scrivere il famoso articolo...), fagocitati, digeriti e riproposti come modello "acquistabile in massa" da un Sistema - muro di gomma che compie un'operazione parallela con lo svuotamento della provincia. Il "Nulla" di Endeniana memoria evocato per il gioco è esattamente quello che si mangia le campagne, i paesi e, più in generale, lo stile di vita, creando il paradosso che è la finzione del gioco di ruolo a servire da metafora per descrivere il mondo reale e non il contrario.

La Stanza Profonda è un libro che credo tutti, qui, dovrebbero avere. Sarebbe l'On the Road della nostra generazione, nell'ennesimo paradosso dato dal fatto che, all'opposto del libro autobiografico di Kerouac, la vicenda generazionale si svolge in 0Km. Ed è questa contrapposizione fortissima che mette a nudo la frattura (mai scontro serio, altra differenza generazionale) Beat Generation - X Generation e alcuni dei topoi su cui quest'ultima poggia: per viaggiare la Beat Generation, i nostri genitori, hanno preso una macchina e via. Noi invece ci siamo dovuti (voluti?) costruire un mondo immaginario nel quale eravamo Eroi, tappati nel garage vuoto di casa nostra.

Sarebbe l'On the Road.
Purtroppo, e lo dico con profondo rammarico (e senso delle proporzioni), Vanni Santoni non è Kerouac e la sua opera soffre per me di un difetto forse capitale: nessuno, al di fuori di quella fetta di X Generation che ha veramente vissuto il momento nerd del GdR, potrà usufruire appieno del libro. Io so cosa Santoni sta scrivendo tra le righe quando dice determinate cose; ma se le mie figlie un giorno lo leggeranno non riusciranno a cogliere l'essenza del problema così chiaramente urlata da Santoni, perché gli mancheranno i riferimenti. La Stanza Profonda vive di allusioni, di sottintesi, di know-how che il lettore deve avere radicati dentro di sé. Non si parla mai della Crisi Economica, del centro commerciale, della Ristrutturazione globale, del Sistema; si accenna appena al fenomeno dell'immigrazione di massa, ai "figli del benessere" degli Anni di Fango, all'alienazione e all'omologazione di massa e tanto altro ancora. Sono tutti elementi che concorrono a dare l'anima al libro, ma devi conoscerli già, averli già "giocati". Insomma, per dirla alla Santoni, è peggio che se ti regalassero l'edizione in 3 manuali del 1974 di D&D e tu non sapessi che per giocarla appieno devi già conoscere le regole di Chainmail e Outdoor Survival.
Ed è un vero peccato.

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Messaggio(#) Titolo: Re: La Stanza Profonda Mer Lug 19, 2017 9:49 am

Yon ha scritto:
Ok, lo ho letto ieri notte.
Accidenti.

Vanni scrive bene, la sua prosa è coinvolgente e ben misurata: c'è il momento per il riferimento colto e quello per l'intercalare scurrile, si passa con naturalezza dal paragrafo con un registro più sostenuto ad uno colloquiale e mezzo dialettale nella sua sintassi. Il racconto viene saggiamente dosato in un crescendo classico ma di sicuro effetto, partendo dal torneo ciofeca, prima esperienza del pischello, per arrivare gradatamente all'epica della Campagna Finale, dalle fotocopie dei moduli al top del top che un giocatore di D&d possa stringere tra le mani.
L'uso della seconda persona è poi perfetto per un libro in cui si parla di Giochi di Ruolo (del Gioco di Ruolo, in effetti).
[...]

Condivido in pieno tutto il messaggio Yon.
Hai perfettamente recensito e dato un'opinione di questo libro che secondo me gli calza veramente a pennello.

Soprattutto sul finale, le emozioni che molti non hanno vissuto e non potranno comprendere. In merito a questo argomento, in questi giorni stavo riguardando i vecchi film di Fantozzi e mi dicevo: "i ragazzini di adesso che vedono Fantozzi o leggono il libro di Paolo Villaggio, come possono capire quell'Italia? Battute e situazioni che rimangono prive del vero potere che stata trasmettendo Paolo Villaggio quando ha creato il suo famoso ragioniere. Una situazione e condizione che se una persona non ha vissuto non può godere appieno.

Anche su questo libro ci sono tanti rimandi, giocattoli e modi di giocare che ora non ci sono più o sono profondamente cambiati. Il concetto di Nerd che oggi è diventato Geek o peggio...Hipster.
Il Nerd degli anni '70 - '80 e massimo '90 non è lo stesso Nerd di oggi.

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Messaggio(#) Titolo: Re: La Stanza Profonda Mer Lug 19, 2017 2:10 pm

Yon ha scritto:
Ok, lo ho letto ieri notte.
Accidenti.

Vanni scrive bene, la sua prosa è coinvolgente e ben misurata: c'è il momento per il riferimento colto e quello per l'intercalare scurrile, si passa con naturalezza dal paragrafo con un registro più sostenuto ad uno colloquiale e mezzo dialettale nella sua sintassi. Il racconto viene saggiamente dosato in un crescendo classico ma di sicuro effetto, partendo dal torneo ciofeca, prima esperienza del pischello, per arrivare gradatamente all'epica della Campagna Finale, dalle fotocopie dei moduli al top del top che un giocatore di D&d possa stringere tra le mani.
L'uso della seconda persona è poi perfetto per un libro in cui si parla di Giochi di Ruolo (del Gioco di Ruolo, in effetti).
Personalmente è proprio lo stile di scrittura che me lo ha reso indigesto,  si può parlare di giochi anche senza usare la "seconda persona", scelta decisamente ruffiana, ma del resto tutto il libro fa leva su un sentimento adulatore, che fa dire al nerd durante la lettura "io so a cosa si riferisce quando parla di Forgotten realms, o campagna o d20"
E si raggiunge l'apice quando

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Messaggio(#) Titolo: Re: La Stanza Profonda

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